Molecole attive

I cianobatteri, proprio in risposta all’ambiente estremo in cui vivono e si sviluppano, producono tutta una serie di composti bioattivi che, insieme al calore, gli elettroliti e l’acqua, conferiscono al fango la sua attività terapeutica.

 

Più precisamente, è stato dimostrato che un cianobatterio, che cresce sui fanghi termali ed identificato in base a studi genetici come Phormidium sp. ETS-05, produce sostanze glico- e sulfoglicolipidiche dotate di un’attività antinfiammatoria equivalente o addirittura superiore a quella di antinfiammatori tradizionali, come l’indometacina ed il betametasone, ma caratterizzata dall’assenza di effetti tossici anche dopo ripetuti trattamenti.

 

 

Di certo, questa capacità, oltre a quanto scoperto in Phormidium sp. ETS-05, è dovuta a un insieme di composti bioattivi prodotti da una complessa comunità di cianobatteri.

Studi condotti negli ultimi anni hanno dimostrato che i cianobatteri producono significative quantità di carotenoidi come β-carotene, luteina e licopene con proprietà antiossidanti ma anche antinfiammatorie.

Una elevata attività antinfiammatoria è dovuta anche alla C-ficocianina, una ficobiliproteina del complesso antenna a cui sono state attribuite altre importanti applicazioni come l’abbattimento dei radicali liberi, effetti epatoprotettivi ed attività antitumorale (Singh et al., 2005; Li et al., 2005; Khan et al., 2006). Anche la C-alloficocianina è stata riconosciuta possedere attività antiossidanti, antiartritiche ed antinfiammatorie (Eriksen, 2008).

 

 

Tra i composti più interessanti che hanno attirato l’attenzione del Centro Studi in questi ultimi anni ci sono gli esopolisaccaridi, le cui caratteristiche antinfiammatorie sono state evidenziate in un recente studio in collaborazione con l’Università di Padova (Zampieri et al., 2020).

 

 

 

Continua la lettura con Cianobatteri e fangoterapia