Osteoartrosi (OA), Artrite e Fangoterapia

L’osteoartrosi è una condizione di salute molto diffusa tra la popolazione anziana, che comporta alterazioni degenerative strutturali e funzionali dell’articolazione.

 

 

 

Quasi la totalità dei soggetti oltre i 65 anni evidenziano nelle radiografie segni di deterioramento articolare. E’ la patologia reumatica cronica più comune al mondo, causa dolore, rigidità nei movimenti e perdita di funzionalità articolare. I meccanismi di riparazione della cartilagine, tessuto resistente ed elastico che ricopre le estremità delle ossa e le protegge dall’attrito, sono influenzati da diversi fattori di rischio, come: traumi meccanici, sesso (sono più colpite le donne), età, obesità, fattori anatomici come il disallineamento delle ossa articolari o una diversa lunghezza degli arti inferiori. Anche gli infortuni giovanili, come quelli sportivi, rendono l’articolazione suscettibile ad ulteriori insulti, danneggiando menischi e legamenti. Si è osservato che un danno traumatico al ginocchio aumenta di 4 volte il rischio di OA.

 

Tradizionalmente la terapia dell’OA consiste nel trattamento dei sintomi e se necessario, come ultima risorsa, nell’intervento chirurgico di sostituzione articolare. I farmaci di nuova generazione non hanno ancora dato i risultati sperati e spesso gli unici utilizzabili sono i classici antinfiammatori e antidolorifici, la cui efficacia però è di sole poche ore e non sono idonei ai trattamenti cronici.

 

Oggi si tende a ritenere l’OA non più come una malattia puramente meccanica dipendente dall’usura fisica della cartilagine, ma piuttosto come il risultato di un complessa risposta biologica che collega biomeccanica, infiammazione e sistema immunitario. (per ulteriori dettagli clicca qui)

 

Quando parliamo di artrite ci riferiamo ad una malattia infiammatoria che può comparire a qualsiasi età, solitamente però tra i 35 e i 50 anni. Nel mondo colpisce circa l’1% della popolazione, in prevalenza donne (incidenza di due o tre volte maggiore rispetto agli uomini).

 

Le articolazioni diventano dolorose, gonfie, rigide soprattutto al risveglio e dopo momenti di inattività. Le articolazioni in un tempo relativamente breve si possono deformare. La causa precisa non è nota ma è considerata una malattia autoimmune. Si ritiene che possano entrare in gioco fattori genetici predisponenti e fattori ambientali non noti come fumo, inquinanti e infezioni virali.

 

Componenti del sistema immunitario colpiscono inizialmente i tessuti articolari molli ma progredendo nel tempo provocano usura di ossa, legamenti e cartilagine (per ulteriori dettagli clicca qui).

 

Normalmente l’infiammazione è una reazione protettiva da parte di un tessuto ad uno stimolo dannoso: infezione, irritazione, danno cellulare etc. L’infiammazione è innescata dal rilascio di sostanze chimiche da parte delle cellule danneggiate e ha come finalità quella di guidare l’eliminazione della causa del danno, la rimozione della parte di tessuto compromesso e il ripristino del tessuto nelle sue funzioni.

 

L’applicazione del fango termale del territorio euganeo è particolarmente efficace nel contenere l’infiammazione e nell’alleviare il dolore che coinvolge l’articolazione.

 

La ricerca ha messo in evidenza che un ciclo di fangobalneoterapia abbassa sensibilmente i livelli circolanti delle sostanze che accelerano ed aggravano localmente i danni cartilaginei di tipo infiammatorio e degradativo. Si è osservato che il calore, in probabile sinergia con i principi attivi prodotti dai microrganismi che colonizzano il fango “maturo”, stimola positivamente e in maniera diretta il metabolismo del condrocita, la cellula costitutiva della cartilagine articolare.

Gli effetti della fangoterapia esercitano quindi un ruolo protettivo nelle artropatie di tipo degenerativo.