Le Terme Euganee

 

Il Distretto Termale Euganeo è da sempre noto per lo sfruttamento delle sue acque termali e dei fanghi a scopo terapeutico.

Anticamente gli effetti benefici erano attribuiti alle divinità locali, venerate attraverso offerte e riti compiuti sulle rive dei laghi termali naturali. Con l’insediamento dei Romani, il potere curativo delle sorgenti termali assunse rilevanza economica, portando alla trasformazione del territorio euganeo con la costruzione di strutture ricettive e impianti di sfruttamento della risorsa [se vuoi saperne di più, visita la pagina Storia del Termalismo Euganeo]. Oggi il Distretto Euganeo deve la sua notorietà, oltre che alle acque termali, ai propri fanghi, o peloidi, utilizzati a scopo terapeutico. L’area è uno dei più antichi siti per la fangoterapia in Europa, e il più grande con attualmente più di 100 centri termali che attirano quasi due milioni di turisti ogni anno.

La fangoterapia è ritenuta un trattamento sanitario d’eccellenza, riconosciuto dal Sistema Sanitario Nazionale come terapia contro le malattie reumatiche quali l’artrosi e l’osteoartrosi. Il fango terapeutico euganeo è considerato unico nel suo genere, perché ottenuto da un processo di maturazione tradizionale, che utilizza due componenti naturali strettamente legate al territorio, l’acqua termale e l’argilla vergine estratta da un lago termale ai piedi dei colli Euganei, il Lago Della Costa di Arquà Petrarca.

L’utilizzo di queste risorse e l’applicazione di un protocollo di maturazione disciplinato basato su procedure tradizionali, sono requisiti necessari per l’ottenimento di un fango terapeutico di alto valore, che può essere riconosciuto anche come “fango maturo DOC”, un marchio di tutela rilasciato dalla Regione Veneto.

 

 

Ogni albergo termale provvede alla maturazione del proprio fango terapeutico, utilizzando sistemi di maturazione a silos o vasche, all’interno delle quali l’argilla vergine e l’acqua termale vengono mantenute a diretto contatto, seguendo un protocollo che prevede un tempo di maturazione di almeno due mesi, ad una temperatura di circa 40 °C. Durante questo periodo si osserva la crescita di un biofilm superficiale verde, costituito principalmente da Cianobatteri. Questi organismi sono noti per la loro capacità di colonizzare tutti gli ambienti terrestri e marini, grazie alla loro plasticità metabolica. Questo li rende in grado di produrre un gran numero di biomolecole, che possono essere applicate nei settori farmaceutico, nutraceutico, medico ed energetico. Un ruolo importante nelle proprietà benefiche dei fanghi termali euganei è attribuito ai Cianobatteri. In particolare, una specie diffusa e comunemente osservata nei fanghi prodotti nel Distretto Euganeo, Phormidium sp. ETS-05, è stato studiato per la sua capacità di sintetizzare glicolipidi con azione antinfiammatoria, confermata sia in vitro che in vivo, e paragonabile a quella fornita dai farmaci di riferimento, ma senza effetti collaterali.

Questi studi hanno portato all’ottenimento del Brevetto Europeo (EP1571203) sui principi attivi antinfiammatori dei fanghi termali Euganei nel 2013. Inoltre, è stato recentemente dimostrato che ETS-05 produce anche esopolisaccaridi con effetti antinfiammatori. Per questi motivi è considerata una specie target, poiché la sua presenza è necessaria per definire un fango termale correttamente maturato. Le conoscenze sul processo di maturazione dei fanghi terapeutici Euganei deriva sia dalla applicazione di metodi tradizionali tramandati nei secoli che dalle informazioni ottenute con gli studi scientifici condotti negli ultimi anni. Questo ha permesso di definire un protocollo unico da seguire per ottenere una corretta maturazione del fango terapeutico.

Data la grande biodiversità microbica che caratterizza i fanghi termali, è ragionevole pensare che Phormidium sp. ETS-05 non sia l’unica specie in grado di produrre molecole che contribuiscono agli effetti terapeutici della fangoterapia. Finora lo studio della biodiversità del fango termale euganeo si è limitato alla caratterizzazione tassonomica di alcune specie di cianobatteri da esso isolate. In letteratura non erano disponibili ulteriori informazioni sui principi attivi prodotti dalle specie che colonizzano i fanghi euganei, né studi sulla caratterizzazione del microbiota totale. Le osservazioni al microscopio effettuate sugli strati microbici superficiali raccolti dalle vasche di maturazione dei fanghi, suggeriscono una biodiversità molto più elevata di quella esplorata fino ad ora. Inoltre, alcuni studi di caratterizzazione condotti su sorgenti termali naturali, considerate ambienti simili, hanno evidenziato la presenza di comunità microbiche molto complesse, che però non sono state ancora indagate nei peloidi, né nel Distretto Euganeo, né nei siti dove si svolge la fangoterapia nel resto del mondo. Questo tipo di informazioni potrebbe essere importante per aumentare la conoscenza dei fattori e dei meccanismi che possono spiegare l’importanza e l’efficacia dei fanghi termali nella cura di alcune patologie. Particolare attenzione è stata posta in anni recenti, allo studio delle condizioni che hanno permesso di ottenere la presenza, in elevata abbondanza, della specie bersaglio Phormidium sp. ETS-05.

Sia la caratterizzazione dei fanghi maturi che lo studio del processo di maturazione hanno rivelato la presenza di specie cianobatteriche peculiari del territorio euganeo e di altre specie che mostravano elevate identità con specie rinvenute nelle sorgenti termali in diversi luoghi del mondo. Tuttavia, la composizione complessiva è unica e caratteristica del fango euganeo. La fangoterapia è strettamente legata alla comunità cianobatterica presente nel fango maturo, che a sua volta è legato al territorio euganeo, rendendolo una realtà unica, non trasferibile o riproducibile in altre località.